Inizia il periodo di adesione all’offerta da 10,8 miliardi. Il CdA della società guidata da Pietro Labriola giudica congruo il corrispettivo. Gli analisti guardano alla partecipazione degli azionisti, passaggio chiave verso il delisting e l’integrazione del gruppo.
I termini dell'offerta: come funziona
Trattandosi di un'offerta mista (sia in denaro che in azioni), per ogni azione TIM portata in adesione, Poste offre:
- 1,67 euro in contanti.
- 0,218 azioni ordinarie di Poste Italiane di nuova emissione.
Un esempio pratico: Chi possiede un pacchetto di 500 azioni TIM, se decide di aderire riceverà 835 euro in contanti e 109 azioni Poste Italiane.
Il Consiglio di Amministrazione di TIM ha già approvato l'operazione all'unanimità, giudicando il corrispettivo congruo dal punto di vista finanziario.
Le dimensioni del nuovo Gruppo
L'unione tra Poste e TIM darà vita a uno dei più grandi agglomerati industriali e di servizi del Paese.
- Ricavi pro-forma stimati: 26,9 miliardi di euro complessivi.
- EBIT (Utile operativo): Circa 4,8 miliardi di euro.
- Sinergie a regime: Stimati circa 700 milioni di euro all'anno, divisi tra 500 milioni di risparmi sui costi e oltre 200 milioni di ricavi aggiuntivi generati dall'integrazione commerciale.
Il fattore occupazione (I Dipendenti)
Il nuovo polo si posizionerà come uno dei primi datori di lavoro in assoluto in Italia:
- Poste Italiane: Porta in dote circa 120.000 dipendenti.
- TIM: Conta circa 25.600 dipendenti (dato post-scissione e vendita della rete fissa NetCo).
- Totale della nuova forza lavoro, circa 145.000 dipendenti: dalle prime comunicazioni dei vertici aziendali ai sindacati, la traiettoria punta sul rafforzamento degli investimenti industriali e sulla valorizzazione delle competenze interne per accelerare la transizione digitale, riducendo le incertezze occupazionali legate al passato di TIM.
Benefici per il "Sistema Paese" Italia
L'operazione viene descritta dai promotori come la nascita della “più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese”. I vantaggi strategici per il sistema nazionale si articolano su tre pilastri:
Sovranità Digitale e Controllo Strategico
Con questa mossa, lo Stato italiano (che controlla Poste, pur vedendo la propria quota diluirsi fisiologicamente intorno al 50% a causa dell'aumento di capitale a servizio dell'OPAS) rimette saldamente in mani pubbliche asset tecnologici critici. Poste assume infatti il pieno controllo della rete dei data center di TIM e di Telsy, la società controllata specializzata in cybersecurity e crittografia. Si tratta di infrastrutture vitali per la sicurezza dei dati nazionali.
Integrazione Unica tra Canale Fisico e Digitale
Il vero punto di forza industriale è l'unione della capillarità fisica di Poste (con oltre 12.600 uffici postali sul territorio) con la connettività e le piattaforme digitali di TIM. Questo consentirà di sviluppare nuovi servizi di prossimità avanzati – energetici, di telecomunicazione, di logistica e finanziari – fruibili in modo identico sia nelle grandi città sia nei piccoli borghi storici soggetti a digital divide.
Accelerazione della Pubblica Amministrazione e delle PMI
La fusione crea un interlocutore unico di dimensioni sistemiche per la digitalizzazione delle imprese e della Pubblica Amministrazione (PA). Il nuovo gruppo avrà la forza finanziaria e tecnologica per gestire le scadenze e i progetti del dopo-PNRR, semplificando l'accesso dei cittadini ai servizi pubblici digitali direttamente attraverso l'ecosistema integrato Poste-TIM.